lunedì 14 aprile 2014
domenica 18 novembre 2012
Gli effetti devastanti dell’IMU:
La distruzione delle baite.
In Piemonte per non pagare l'IMU, in questi ultimi mesi decine di migliaia di edifici rurali, baite con stalla e fienile, molte delle quali di notevole valore storico, sono state demolite.
Sono o a questo punto erano, un patrimonio storico culturale che doveva essere preservato per venire tramandato alle generazioni future.
La distruzione delle baite.
In Piemonte per non pagare l'IMU, in questi ultimi mesi decine di migliaia di edifici rurali, baite con stalla e fienile, molte delle quali di notevole valore storico, sono state demolite.
Questi edifici sono entrati in disuso dopo la fine delle
seconda guerra mondiale, servivano per ritirare la notte le mucche portate al
pascolo in radure il cui foraggio era sufficiente solo per 15 - 20 giorni, poi
gli animali venivano spostati in un altra e poi ancora e così via con piccole transumanze alternanti.
Sono o a questo punto erano, un patrimonio storico culturale che doveva essere preservato per venire tramandato alle generazioni future.
Se succede qui, succede ovunque anche in altre regioni.
lunedì 27 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Gli incentivi allo sviluppo della mobilità sostenibile con auto elettriche o ibride
L’Art. 17-bis del decreto 83/2012 contiene le “Disposizioni per favorire lo sviluppo della mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive” e vuole appunto favorire la mobilità sostenibile, attraverso la “realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica e la sperimentazione e la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni complessive, con particolare riguardo al contesto urbano, nonché l’acquisto di veicoli a trazione elettrica o ibrida.”
L'ennesimo emendamento al Decreto Sviluppo n. 83/2012 (detto Decreto
crescita), approvato il 25 luglio alla Camera e sta avendo l'ultimo passaggio
al Senato per l'approvazione definitiva. Vengono stanziati 210 milioni di Euro
in 3 anni di cui 150 come bonus fino a 5000 Euro per l'acquisto di auto
elettriche o ibride a basse e bassissime emissioni di c02. Il 70% dei
fondi verrà riservato alle auto aziendali o per l'uso di terzi cioè destinate
al servizio pubblico (Taxi). L'incentivo prevede la contestuale rottamazione di
vecchie auto, in pratica è la riedizione di una mini "rottamazione" o
meglio "green (visto che va di moda) rottamazione", incentivazione al
settore auto in uso fino a qualche anno fa.
Professionisti al governo, professionisti interni ed esterni alle
commissioni e per finire oltre mille tra deputati e senatori della repubblica,
partoriscono un piano triennale nel quale tra altre boiate, riescono inserire
anche questa, usando un sistema di incentivazione obsoleto ad auto consumo di
pochi eletti, o meglio ancora, ad auto consumo di pochi accorti cittadini e
molti amici.
Ma cazzo, io ho solo un diploma da geometra, non sono un economista, ci
voleva tanto agganciare l'idea "nobile" del rinnovo del parco auto agli
incentivi sulle rinnovabili, ad esempio inserendo un incentivo premio
sull'consumo di energia elettrica se il soggetto responsabile provvede
all'acquisto di un nuovo veicolo nei successivi 3 anni dall'installazione
dell'impianto.
Niente da fare, si butterà un'altra palancata di milioni, ne trarranno
beneficio immediatemente i soliti concessionari d'auto e qualche casa automobilistica asiatica
o teutonica, di sicuro non la Fiat o perlomeno nessun stabilimento produttivo
in Italia, ricaduta per l'occupazione = zero.
Nessuna logica che va oltre al proprio conto corrente bancario.
martedì 14 agosto 2012
Incentivi alla riurbanizzazione delle città Italiane
Negli ultimi 2 decenni abbiamo visto svuotarsi i centri
storici ed estendere le città a dismisura, ormai specialmente al nord è
difficile trovare discontinuità tra zone urbanizzate e campagna.
Dal punto di vista sociale questo fenomeno comporta una
conversione terreni agricoli in aree cementificate, nella sola Lombardia dal 1999 al 2007 sono andati
perduti 34.000 ettari, un ulteriore allontanamento dall’autosufficienza
alimentare, un aumento dei costi per la fornitura dei servizi (dai trasporti
pubblici alla raccolta dei rifiuti fino all'assistenza sanitaria), un aumento esponenziale
dell'inquinamento ambientale con la mobilità attuale, ma in ogni caso poco
sostenibile anche con sistemi di mobilità più efficienti.
Un primo e immediato incentivo è applicare uno sconto sull’IMU
in base alla vicinanza dal centro, più l’abitazione è periferica più si paga, c’è
però da escludere i centri delle grandi città o comunque i centri con alto
valore immobiliare.
Il secondo inventivo si può applicare nel ripristino dei
terreni agricoli, demolendo un edificio periferico e ripristinandone l’idoneità
allo sfruttamento agricolo, lo stato corrisponde un bonus da utilizzare per il
pagamento degli oneri urbanistici per
riconversioni di edifici da industriale - artigianale a civile – commerciale,
ampliamenti o nuovi interventi edilizi realizzati
all’interno dei centri urbani e comunque
di classe energetica classe A+.
Da questa programma d’incentivazioni vanno escluse le abitazioni
dei coltivatori diretti o di eventuali altre categorie che per ragioni lavorative
non possono trasferirsi e qualsiasi sito di rilevanza storica e culturale.
Oltre gli incentivi si deve prevedere parallelamente il
congelamento delle concessioni edilizie al difuori dei centri urbanizzati.
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 3 gennaio 2012
In quel freddo 2 gennaio, i parassiti finalmente si accorsero dei famosi F-35
Ebbene si, bisogna arrivare al 2 Gennaio 2012, cioè a ieri, forse per la minaccia dell'adeguamento degli stipendi alla media europea, forse per qualche post sbornia post cenone, che alcuni nostri dipendenti o portavoce di partiti defunti, quali:
Ignazio Marino (PD meno L, la penisola che non c'è), Nichi Vendola (Don Verzè & Friends), Angelo Bonelli (Verdi Pro Tasca), addirittura Enzo Raisi (ex dirigente nazionale del Fronte della Gioventù, ex componente del Comitato centrale del MSI, ex AN, ex PDL e ora FLI) e per finire anche un lungimirante leader di partito.
Si sono accorti che spendere 15.000.000.000 € (Quindicimiliardi/00, di cui due miliardi di € già spesi) per comprare 131 caccia bombardieri F-35 dalla multinazionale statunitense Lockheed Martin, al prezzo di circa 120 milioni di Euro per aereo , forse è un po' troppo per uno stato in bancarotta. Magari se le lenticchie non gli fossero andate per traverso dopo le maledizioni dei cittadini, avrebbero aspettato ancora qualche giorno, ma in questo modo si sono liberati. I loro portavoce di partito, pagati anch'essi con i soldi pubblici, i giornali, ieri sera hanno propagandato la notizia e ora tutti insieme appassionatamente, sono pronti per sfruttarla in vista della prossima campagna elettorale.
È proprio vero che non è mai troppo tardi, pazienza per i DUE MILIARDI già buttati(avremmo potuto salvare la metà della manovra sulle pensioni), al massimo si mettevano in sicurezza tutte le scuole d'Italia, ma chi se ne frega, adesso ce la faremo, l'ha detto anche Morfeo Napolitano, viva i parassiti e abbasso gli F-35.
Chissà se il 7 gennaio non sia la volta della TAV???
lunedì 8 agosto 2011
IL VECCHIO E IL NUOVO A NOVARA
Pubblico una lettera aperta ai giornali, scritta da ing. Fabio Tomei
Egregio Direttore, leggendo sui giornali le ultime notizie sulle ricerche petrolifere nel Novarese e
dintorni, mi sorge questa domanda: ma è mai possibile che la storia non insegni niente? è mai possibile che torni a galla dopo sessant'anni il sogno morto e sepolto del petrolio in Val Padana ? è accettabile che ci si balocchi col progetto assurdo di ricavare lo “ shale gas “ o metano da scisti dal nostro sottosuolo, esponendolo ad attacchi sconsiderati e pericolosi ? Come se non bastasse la tragedia del 1994, quando a Trecate esplose un pozzo e inondò di petrolio una vasta area alle porte di Novara. A questo punto il discorso si allarga, anche in relazione alla lunga e difficile crisi economi-
ca e finanziaria, che ormai da quattro anni attanaglia il Novarese, l' Italia intera e non risparmia il resto del mondo. Pensiamo davvero di uscire dalla crisi, puntando su settori moribondi, come l'industria petrolifera o le grandi opere inutili ? Tra qualche decennio, di petrolio non ce ne sarà più, o quel poco che rimarrà costerà talmente caro, da renderlo inutilizzabile. Le grandi e costosissime opere inutili, con il codazzo della cementificazione, della devastazione del territorio, delle cave prontamente trasformate in discariche per rifiuti tossico nocivi, promettono soltanto di rendere il nostro territorio un deserto malsano e invivibile. Così la terza pista di Malpensa, la bretella stradale Novara-Malpensa, il teleriscaldamento di Novara, il parcheggio sotterraneo di L.go Bellini, le cave e le discariche intorno a Novara, i progetti di inceneritori di rifiuti, i progetti di immensi centri commerciali divoratori del verde agricolo,ecc. ecc. appartengono concettualmente al passato, ma , come zombi, non vogliono morire e tornano periodicamente ad ossessionarci. Bisogna fare punto e a capo. E' assolutamente necessario puntare su settori nuovi, che portino occupazione qualificata per i nostri giovani : l'informatica per la riorganizzazione dei nostri servizi pubblici e per la ricerca industriale; una nuova politica energetica, fatta di risparmio, di efficienza e di uso delle fonti rinnovabili; il riciclo totale dei rifiuti con il riutilizzo delle materie prime seconde; la ricerca di nuovi materiali ecocompatibili e di processi industriali per la riduzione dell'impiego delle materie prime e dell' energia. E' anche necessario rivitalizzare settori tradizionali, come il turismo, arricchendolo di iniziative di qualità( la cultura rende !) e tutelando il territorio e le ricchezze naturali; come l' agricoltura, con la valorizzazione delle colture tradizionali e biologiche.
Solo archiviando il vecchio e iniziando a costruire coraggiosamente il nuovo, possiamo sperare di uscire dal tunnel della crisi e di tornare a sperare nel futuro.
Cordiali saluti.
p. Coordinamento Ambientalista Rifiuti del Piemonte ( C.A.R.P.)
Sezione di Novara e provincia- Onlus
ing. Fabio Tomei
lunedì 4 luglio 2011
LA VERITÀ SULLA MANIFESTAZIONE IN VAL DI SUSA
Ieri, Domenica 3 Luglio, non ero presente alla manifestazione a Chiomonte in Val di Susa, ma ne condivido le motivazioni, dai Cittadini 5 Stelle di Novara che erano presenti, ho raccolto le seguenti informazioni: si è svolta una grandiosa manifestazione di solidarietà verso i cittadini Vasusini colpevoli forse solo di esser nati in un luogo, scelto a caso dal potere, nel quale pianificare l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano.
Erano presenti non meno di 50.000 persone, provenienti dai Comuni della Valle e da ogni parte d' Italia, compreso dall’Aquila, liberi cittadini arrivati con almeno 5 treni, ad esempio quello che ha portato i ragazzi di Novara conteneva tra posti in piedi e seduti, circa 2.000 persone, senza poi contare le decine di pulmann e le centinaia di auto posteggiate alle bene meglio intorno Chiomonte.
Questo fiume di persone ha sfilato gioiosamente e pacificamente dalle 9.00 alle 13.00, intorno a Chiomonte su un percorso anulare di circa 10 km, dove oltre a manifestare il proprio dissenso per un opera impattante, inutile e costosissima, si è parlato di proposte alternative serie come trasferire parte dei fondi alla riedificazione della città dell’Aquila oppure ribadire, come ha fatto Beppe Grillo, senza mai incitare alla violenza, ciò che è necessario fare per fermare questi progetti folli: creare nuovi strumenti istituzionali, ad esempio "i referendum propositivi", inoltre per battere i “black bloc” che siedono in parlamento, bisogna usare l'arma del voto e se non è sufficiente, ci si dovrà rivolgere all' Europa e se necessario anche all'ONU in merito all'utilizzo indiscriminato, nei giorni scorsi, di lacrimogeni vietati nella Comunità Europea.
Quello che è successo dopo, appartiene ad un rito ormai consolidato, poche decine di persone, facilmente identificabili dalle forze dell’ordine, ma forse appositamente ignorate, si sono spinte fino alla centrale elettrica e alla Maddalena. Di questi individui tutti vestiti di nero, alcuni riconducibili ai centri sociali anarchici, ci si deve chidere come hanno fatto ad arrivare fin lì? visto che c'era l'autostrada bloccata e la ferrovia presidiata.
Quando la notizia dei disordini alla Maddalena è trapelata nel corteo, una persona si è messa urlare “Andiamo ad aiutarli!, Andiamo ad aiutarli!” ma Beppe Grillo l'ha subito interrotta rivolgendosi alla folla e dicendo: “Non roviniamo tutto, è' stata una bella manifestazione, siamo qui in 50.000, calmiamoci, è andata bene così, cosa vogliamo che ci scappi il morto?!”. Allora un tipo da dietro ha iniziato a inveire contro di lui dicendo: “tu li mandi tutti a fan culo e poi non hai il coraggio di venire giù” la risposta di Beppe Grillo è stata perentoria “Io vengo anche, posso provare a parlare con loro, ma non trasformiamo una festa in una disgrazia, per favore, ci sono altri strumenti democratici con cui si può fare opposizione”. Dopo di che ha preso la parola uno del posto e ha detto: “se andate la, lo spazio è molto ristretto, se la polizia carica e voi dovete scappare, per chi cade è finita, gli altri lo travolgono, chi vuole rischiare può scegliere, ma non donne, bambini e famiglie con carrozzine, solo uomini che sanno cosa rischiano” chi di noi era li non ha visto nessuno di quei manifestanti pacifici scendere.
La strategia dei pochi ma potenti fautori del SI al TAV è molto chiara: parlare SOLO DEI DISORDINI PER NON PARLARE dell' unica questione che interessa alla nazione, cioè del fatto che IL TAV NON SERVE, È COSTOSISSIMO e DISTRUGGERA’ LA VAL DI SUSA.
venerdì 29 aprile 2011
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